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09Marzo

Alla cbo di Albiate implantologia zigomatica a carico immediato

Alla cbo di Albiate implantologia zigomatica a carico immediato
ALBIATE (afm) Alla Clinica Briantea Odontostomatologica i dottori Francesco Gallo e Francesco Zingari affrontano ogni giorno numerosi casi di chirurgia implantare garantendo sempre soluzioni efficaci e personalizzate. Il livello qualitativo raggiunto dai due odontoiatri in questo settore è molto elevato, come attestato anche dalla recente pubblicazione sulla prestigiosa rivista specializzata «Il dentista moderno» di un articolo dedicato a un caso di implantologia zigomatica a carico immediato a ffrontato e risolto nella struttura di Albiate.
«Si deve a Branemark nel 1987 il primo utilizzo di impianti zigomatici per riabilitazioni dentarie dell’arcat a superiore - affermano i due specialisti - Sino al recente passato questo tipo di implantologia era dedicato quasi esclusivamente a pazienti sottoposti a importanti resezioni ossee in seguito a chirurgia oncologica, mentre oggi sta aumentando sempre più il ventaglio di indicazioni terapeutiche, in particolar modo come alternativa alla tradizionale chirurgia ossea ricostruttiva, nei casi di severe atrofie mascellari.
Con gli impianti zigomatici è infatti possibile realizzare in un unico atto chirurgico una riabilitazione a carico immediato, utilizzando solo questi ultimi (Toronto Bridge su 4 zigomatici), o in associazione a impianti tradizionali ».

I due dentisti, scendendo nel dettaglio, raccontano il caso di una donna di 52 anni in buona salute, per la quale questo tipo di riabilitazione si è rivelata molto efficace: «La donna - dicono - si è presentata lamentando una grave instabilità della sua protesi mobile superiore e richiedendo, per questo, una nuova riabilitazione.
Dalla nostra visita è risultata edentulia delle arcate superiore e inferiore, presenza di impianti endossei su entrambe le arcate e riabilitazioni protesiche di tipo overdenture (protesi totale rimovibile ancorata a radici naturali o artificiali).
La paziente ci ha riferito inoltre della recente perdita di un impianto osseo sull’arcata superiore e il danneggiamento di un altro impianto.
Sono proprio questi due episodi ad aver determinato il notevole peggioramento della stabilità della protesi mobile superiore.

Eseguiamo ortopantomografia e TAC del massiccio facciale riscontrando un’avanzata atrofia ossea del mascellare superiore e una perdita ossea verticale sugli impianti residui che non risultano affidabili per una nuova riabilitazione. Il notevole riassorbimento osseo impedisce l’inserimento di nuovi impianti endossei con le tecniche tradizionali pertanto decidiamo, in accordo con la paziente, di inserire due impianti zigomatici per lato, a supportare una protesi fissa avvitata di tipo toronto a carico immediato».
A questo punto i dentisti lavorano per realizzare i modelli in gesso, sulla base dei quali si effettua in laboratorio il montaggio dei denti a base in cera, quindi si realizza una mascherina masticante in resina a caldo trasparente ad appoggio mucoso: «Fatto questo programmiamo l’i ntervento in regime di narcosi - riprendono i medici - Durante l’operazione si posizionano gli impianti avvitando su ciascuno di essi un moncone angolato a 45 gradi e su quest’ultimo un moncone cilindrico rotazionale.
Procediamo quindi nel lavoro fino alla realizzazione della mascherina in resina a freddo autopolimerizzante che successivamente inviamo in laboratorio per la realizzazione della protesi provvisoria che consegneremo a distanza di sole 48 ore dall’inter vento».

I dentisti del CBO sottolineano come, grazie all’implantologia zigomatica sia stato possibile risolvere un caso di elevata atrofia ossea mascellare evitando estese ricostruzioni ossee: «Questa è una tecnica vincente - concludono i dottori - perché semplifica le procedure e riduce i tempi di trattamento rendendo possibile una riabilitazione a carico immediato nella quasi totalità dei casi.
Gli alti standard qualitativi e la riduzione dei tempi risulta particolarmente gradita da parte dei nostri pazienti».